Lezioni del Novecento – Febbraio/Marzo 2017

Inquieto Breve Liquido
Restless Short Liquid

Dalla letteratura del Novecento di D’Annunzio e Ungaretti all’indagine filosofica e sociologica europea sulla modernità, che si interroga su istruzione, educazione e tecnologia, utopie e distopie, bellezza e immaginazione, nel ricordo di Zygmunt Baumann. Sono stati questi i grandi temi affrontati nelle affollatissime “Lezioni del Novecento”, lo speciale ciclo di incontri 2017 organizzato dalla Fondazione Leonardo Sinisgalli tra febbraio e marzo, in collaborazione con l’Istituto per gli studi filosofici – Scuola di Potenza, l’Università degli Studi della Basilicata e il contributo dell’Istituto di Istruzione Superiore “G. Peano” di Marsico Nuovo, del Liceo Classico “Quinto Orazio Flacco” di Potenza e del Liceo Scientifico “Galileo Galilei” di Potenza.

La quinta edizione della manifestazione, aperta a un pubblico più vasto oltre che a quello scolastico, ha fatto salire in cattedra cinque grandi ospiti (Silvio Ramat, Clelia Martignoni, Miguel Benasayag, Riccardo Mazzeo e Ágnes Heller) accolti fra Potenza, Marsico Nuovo e Montemurro da un pubblico complessivo di oltre duemila persone.

Ágnes Heller – una delle più grandi filosofe viventi, allieva di G. Lukács ed esponente della Scuola di Budapest, scampata all’Olocausto, perseguitata dal regime socialista ungherese, emigrata prima in Australia poi negli Stati Uniti, dove ha ricoperto la cattedra che fu di Anna Harendt – ha presieduto ben cinque incontri in tre giorni, incantando le platee incontrate. Il tema dell’utopia e del suo opposto, la distopia, è stato al centro delle lezioni del 16 marzo, la prima dal titolo Le utopie del futuro, il futuro delle utopie tenuta in mattinata presso il l’Istituto di Istruzione Superiore “G. Peano” di Marsico Nuovo, la seconda nel pomeriggio, a Potenza presso la sede del Rione Francioso dell’Università degli studi della Basilicata, dal titolo Vecchie e Nuove utopie, alla presenza della Magnifica rettrice dell’Università degli studi di Basilicata, Aurelia Sole e del Presidente dell’Istituto degli studi filosofici – Sezione di Potenza, Ennio Ielpo.

Il 17 marzo, la Heller è stata ospitata presso il Liceo Classico “Q. O. Flacco” di Potenza, dove ha dialogato con Riccardo Mazzeo sul tema Bellezza ed immaginazione, dando luogo a un dibattito sul valore “salvifico” dell’immaginazione e della bellezza, sia naturale che artistica, rispetto alla disperazione della vita, tesi che la Heller ha sostenuto nel volume La bellezza (non) ci salverà (Ed. Il margine, 2015), scritto a quattro mani con il grande sociologo Zygmunt Baumann.

Il 18 marzo la filosofa ungherese ha incontrato nella mattinata gli studenti e i docenti del Liceo Scientifico “Galileo Galilei” di Potenza, per poi presentare nel pomeriggio, a Montemurro, il volume Il vento e il vortice. Utopie, distopie, storia e limiti dell’immaginazione (Ed. Erickson, 2016) scritto insieme a Riccardo Mazzeo a cinquecento anni dalla pubblicazione di Utopia di Tommaso Moro.
Nel libro, i due autori compiono un viaggio nel pensiero utopico attraverso i secoli, dall’età dell’oro di Ovidio e dall’Eden della Bibbia, alle opere di Moro e Campanella, passando per la Rivoluzione francese e quella americana, fino alle derive totalitarie del Novecento e alle distopie contemporanee, con l’invito finale, attraverso le riflessioni di Bauman, Sloterdijk e Žižek, ad esercitare costantemente il pensiero critico.
(testo a cura della Fondazione Leonardo Sinisgalli – editing: metaphraze.com)


L’interpretariato, a cura del CLA – Centro Linguistico di Ateneo dell’Università degli Studi della Basilicata , è stato affidato a Salvatore Manta, collaboratore ed esperto linguistico, che ha seguito Ágnes Heller durante l’intero ciclo di incontri.

“Ho avuto l’onore, il piacere e la grande responsabilità di essere l’interprete di Ágnes Heller: tre giorni intensi, faticosi, ma estremamente appaganti, sia dal punto di vista professionale che personale.
Sono stato “la voce italiana” (parole sue) del pensiero filosofico e storico sfaccettato e complesso di una delle personalità più importanti del XX secolo.
Una persona che, nonostante il peso della storia sulle spalle, si è rivelata semplice, affabile, sempre incline al sorriso, sempre disposta a dialogare con me ed a rispondere alle mie domande. Una persona capace di stimolare il pensiero, la curiosità. Una persona capace di coinvolgere giovani e adulti, con un linguaggio semplice e diretto, per nulla tecnico.
Una persona sempre pronta al confronto costruttivo.
Durante gli spostamenti in auto, ho cercato di parlarle della nostra terra, la Basilicata: attraverso le immagini che scorgevamo dai finestrini, abbiamo approfondito e discusso degli argomenti più disparati!
Ecco, se devo riassumere in poche parole ciò che Ágnes Heller mi ha insegnato, trasmesso, posso farlo così: guardare il mondo con estrema curiosità, sempre; non smettere mai di farsi domande. I filosofi sono un po’ come dei bambini: si pongono e pongono domande di continuo!

Un ringraziamento particolare a Riccardo Mazzeo e Biagio Russo per l’ispirazione, il supporto, la grande umanità, i sorrisi, le sigarette, le pacche sulle spalle…!”

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